EMDR: cos’è e come funziona questa terapia
- 1 giorno fa
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Nel percorso di vita di ciascuno possono verificarsi esperienze che lasciano un segno profondo. Non si tratta necessariamente di eventi estremi: anche situazioni quotidiane, ripetute nel tempo, possono generare un disagio emotivo che fatica a trovare una via di risoluzione. In questi casi, una delle tecniche più utilizzate in psicoterapia è l’EMDR, un approccio efficace e validato scientificamente per il trattamento di traumi e difficoltà emotive.

EMDR: cosa significa
L’acronimo EMDR sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. In modo semplice, si tratta di una tecnica che aiuta la persona a:
Rielaborare ricordi disturbanti
Ridurre l’intensità emotiva legata a esperienze passate
Integrare eventi difficili in modo più adattivo
L’EMDR non cancella i ricordi, ma cambia il modo in cui questi vengono vissuti a livello emotivo e corporeo.
Come funziona l’EMDR
Quando viviamo un’esperienza particolarmente intensa, il nostro cervello può non riuscire a elaborarla completamente. Il ricordo resta “bloccato”, insieme alle emozioni, alle sensazioni fisiche e ai pensieri associati.
È per questo che, anche a distanza di tempo, possiamo provare:
ansia improvvisa
tensione corporea
immagini intrusive
reazioni sproporzionate a situazioni presenti
L’EMDR interviene proprio su questi blocchi. Durante le sedute, il terapeuta guida la persona nella rievocazione del ricordo, utilizzando una stimolazione bilaterale (movimenti oculari, suoni o stimoli alternati). Questo processo aiuta il cervello a “riattivare” la naturale capacità di elaborazione.
Cosa succede durante una seduta
Una seduta di terapia EMDR non è invasiva né forzata. Il lavoro avviene in modo graduale e rispettoso dei tempi della persona. In genere, il percorso prevede:
Una fase iniziale di raccolta della storia e definizione degli obiettivi
L’individuazione di esperienze o ricordi significativi
La rielaborazione guidata attraverso la stimolazione bilaterale
Una fase di integrazione, in cui il ricordo perde la sua carica emotiva negativa
Molte persone riferiscono che, dopo il lavoro, il ricordo resta, ma non fa più male come prima.
Perché l’EMDR è efficace
L’efficacia dell’EMDR è riconosciuta da numerose ricerche scientifiche ed è raccomandata da organizzazioni internazionali per il trattamento dei traumi.
Funziona perché:
Attiva i meccanismi naturali di elaborazione del cervello
Integra mente, corpo ed emozioni
Riduce rapidamente l’intensità del disagio
Aiuta a modificare convinzioni negative su sé stessi
Non si lavora solo sul ricordo, ma anche sul significato che quell’esperienza ha lasciato nella persona.
Un lavoro integrato in psicoterapia
Nel mio lavoro clinico, l’EMDR viene integrato all’interno di un percorso di psicoterapia sistemico-relazionale. Questo significa che non si lavora solo sul singolo evento, ma anche sulle dinamiche relazionali, sui significati personali e sul contesto di vita. L’obiettivo non è solo “stare meglio”, ma comprendere e trasformare il proprio modo di vivere le esperienze.
Quando può essere utile iniziare un percorso EMDR
Può essere utile considerare questo approccio quando:
Alcuni ricordi continuano a generare disagio
Si prova ansia senza una causa apparente
Si reagisce in modo intenso a situazioni quotidiane
Si sente di essere “bloccati” su qualcosa del passato
In questi casi, lavorare in profondità può fare la differenza.
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